
“Settembre, andiamo. E’ tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzi miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare”.
Solo chi conosce l’Abruzzo può sentire
l’anima autentica dei versi dannunziani, che esprimono la forza
di una regione magica e rituale.
Chiusa tra monti e mare, scrigno misterioso di tradizioni e segreti,
il suo isolamento millenario ha contribuito al prezioso sopravvivere
di usanze antiche e genuine e al consolidarsi di una visione aulica
malinconica dei paesaggi abruzzesi.
Gli olivi sparsi e le viti flessuose, le cime impervie e le piane nostalgiche, i tratturi antichi e le dolci colline raccontano la storia di un’economia povera ma coraggiosa, culla di prodotti, ricette e sapori che non smettono di affascinare.
La gastronomia abruzzese è caratterizzata dall'attaccamento della gente alla propria terra, dal legame con i prodotti naturali, per cui è una cucina semplice, umile, che è riuscita a tramandare nei secoli le ricette più antiche.